In biblioteca - Pinerolo Blues di Graziella Martina

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I CONTI NON TORNANO, CERIANA MAYNERI NEANCHE.....
 
Un giorno in cui ero nella biblioteca di Pinerolo per portare avanti una ricerca il conte Ceriana Mayneri mi ha raccontato la sua difficoltà nel trovare notizie sull’ultimo discendente della dinastia Des Geneys, George, morto a Gosport, nel sud dell’Inghilterra. Le informazioni sarebbero servite a completare un libro sulla storia di questa grande ed illustre famiglia. Il membro più illustre di questa famiglia è stato Giorgio Des Geneys, nato a Chiomonte nel 1761, ammiraglio e generale, nonché fondatore della marina sarda, antenata di quella italiana.  

Gli ho detto che avrei provato a vedere se qualche inglese, appartenente all’associazione Servas di scambio di ospitalità di cui faccio parte, abitasse  nella zona interessata. Ho avuto subito fortuna. A Gosport, la città del Des Geneys, abitava un’insegnante di storia che si è detta disponibile ad aiutarci. Con grande generosità, si è messa subito all’opera. Si è recata in biblioteca per individuare l’ubicazione di quella che era stata la sua casa e al cimitero per cercare la sua tomba.


Ecco i testi che ci ha inviato e che ha anche presentato
agli Amici del Museo di Gosport:





La signora ha anche scattato numerose foto e me le ha inviate. Purtroppo, il file con le molteplici foto era molto pesante e mi ha bloccato il computer. Ho dovuto far venire un tecnico, a cui ho dato 70 euro per l’intervento. Quando ho raccontato l’accaduto al conte Mayneri, lui mi ha suggerito di chiedere alla professoressa inglese di inviare direttamente in biblioteca il materiale successivo. Così ho dato alla signora l’indirizzo mail del direttore Casagrande e lei gli ha mandato, oltre alle nuove e svariate foto, anche i testi delle sue ricerche, frutto di un enorme impegno volontario. Qualche tempo dopo, però, si è lamentata con me di non aver avuto alcun riscontro ai suoi invii né alcuna conferma dell’arrivo a destinazione delle preziose informazioni. L’ho fatto presente a Ceriana Mayneri affinché si interessasse della cosa con il direttore.

Ho provato a chiedere in biblioteca se fosse possibile preparare un documento ufficiale per esprimere alla professoressa un ringraziamento per l’impegno dimostrato. Sul momento mi è stato data una risposta positiva, ma poi non si è fatto nulla. Allora, di mia iniziativa e di tasca mia, per dimostrare la nostra gratitudine alla signora inglese ho deciso di inviarle un regalo. Lei mi aveva detto di amare molto il caffè espresso, quindi ho acquistato una bella caffettiera Moka in porcellana, accompagnata da tre tazzine e da alcune confezioni di caffè di marca. Ho spedito tutto tramite corriere. Mi dilettavo a immaginarla, insieme ai due figli, sorbire il caffè nella sua piccola cucina affacciata sul mare…    
 
 
Poco tempo dopo, la professoressa mi ha inviato il certificato di morte di George Des Geneys. Aveva versato 30 sterline per ottenerlo ed io gliele ho prontamente rimborsate. Ho avvertito il conte Ceriana Mayneri dell’arrivo dell’attestato da lui tanto ambito. Con mia grande sorpresa, non mi ha risposto. Ma come, avevamo fra le mani il documento da lui inutilmente cercato per anni e non mi faceva sapere nulla? So che sembra inspiegabile, ma, a tutt’oggi, il conte non si è fatto vivo. Riproduco qui il certificato, che è tuttora nelle mie mani.



Aggiungo di aver trovato meschino che la bibliotecaria mi abbia fatto pagare le due copie del libretto sulla famiglia des Geneys, pubblicato senza il prezioso certificato.
Io non avevo badato a spese per aiutarli… Una copia l’ho spedita alla professoressa Duly che aveva fatto così tanto per noi, l’altra l’ho inviata – dietro loro richiesta – alla biblioteca attigua al cimitero acattolico di Firenze. Spesa totale: 200 euro.   
 
Ho deciso di fare un’ultima cosa in segno di ringraziamento verso la volenterosa e meritevole professoressa. Quell’anno sarei stata a Londra per Natale, così mi sono portata dietro un delizioso panettone Galup di un chilo. Pensavo di spedirglielo a Gosport dalla capitale. Ma quando le ho telefonato per avvertirla, Mary mi ha detto che aveva deciso di raggiungere il figlio in Irlanda per le festività. Ho quindi spedito a Cork il mio prezioso dolce. Non vi dico quanto ho pagato di spese di spedizione…
 
 
P.S. Quando, qualche tempo dopo, ho ricordato brevemente l’intera vicenda al direttore della biblioteca, GianPiero Casagrande, mi aspettavo una qualche spiegazione. Quello che invece ho ottenuto è stata una sonora risata, con il commento che “Non tutte le ciambelle riescono col buco”. Strano. Devo dire che è stato ignobile approfittarsi dell’impegno di una signora che aveva generosamente sacrificato tempo e denaro per aiutarli. Nella mia mente, la immaginavo salire in macchina, andare a cercare e fotografare i luoghi legati al conte Giorgio des Geneys, tornare a casa, scrivere i testi di commento, spedirceli,e tutto questo per nulla… Una cosa senza senso.
 
Da parte mia, sono orgogliosa di aver agito nel migliore dei modi e provo soddisfazione nell’aver compiuto un’azione encomiabile.
 
Rimane un mistero il motivo per cui Giorgio des Geneys abbia deciso di trasferirsi in Inghilterra. Forse voleva andare a vivere nel paese della madre, che era inglese, ma non c’è nulla di scritto che spieghi il perché.

Neanche Mary Duly ha trovato notizie in merito.





Count Giorgio (George) Emmanuel Charles Augustus Des Geneys 1848 – 1891.
By Mary Duly
How did I get involved in researching the connection of George (to Anglicise his name) with
Gosport?


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