In piscina - Pinerolo Blues di Graziella Martina

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BOCCOLONE BUDDHA IN PISCINA

Precisa come sono sempre, prima di entrare in acqua ho chiesto all’istruttrice quale fosse la corsia riservata al nuoto libero. Mi ha detto essere la 4. L’ho vista già abbastanza affollata, tuttavia l’ho raggiunta passando sotto ai cordoni che separano le corsie. Ho avuto giusto il tempo di fare una vasca e mezza quando ho ricevuto un forte colpo sulle dita del piede sinistro. Mi sono fermata per il dolore e ho provato a tastare con la mano la parte colpita, per vedere se c’era qualcosa di rotto. Quindi, sono uscita dalla vasca per controllare meglio i danni. Mi faceva male soprattutto il mignolo, che non era nella sua posizione abituale.  

Ho visto Boccolone Buddha, uno degli istruttori – l’ho soprannominato così per via dei lunghi riccioli neri e dell’abituale posizione a gambe incrociate - disincrociare le gambe e venire verso di me. Pensavo che si fosse avvicinato per chiedermi cosa fosse successo e per offrirsi di aiutarmi. Illusa! Il Boccolone era venuto per sgridarmi! Secondo lui, infatti, io ero nella corsia sbagliata.

Per chiarirmi il concetto, mi ha mostra un cartello appoggiato sul bordo sul quale c’era scritto INTERMEDIO. Quale fosse il nesso fra questo nome e l’indicazione di corsia occupata lo sapeva solo lui… Comunque gli ho detto che non era stata una mia scelta andare lì, ma che mi era stato indicato.   
Il Buddha boccoluto ha aggiunto di avere ben cinquanta testimoni, non so bene di che cosa, ma la frase suonava molto sinistra e non era da sottovalutare.

Dopo quella minaccia, se ne è tornato alla sua postazione, ha incrociato le gambe, segno che per lui la questione era chiusa. C’è stato, tuttavia, un risvolto finale. Io ero uscita dalla vasca e avevo deciso di tornare a casa a curarmi il piede. Avreste dovuto vedere lo sguardo divertito del Boccolone mentre camminavo zoppicando in direzione della porta…   
Quel pomeriggio stesso sono andata dal medico, che mi ha indicato un tipo di stecca da mettere per tenere ferme le dita quasi slogate. Mi ha anche prescritto la pomata con cui massaggiarle. Il tutto a spese mie, naturalmente. Ho speso una bella cifra, che andava ad aggiungersi al costo di 90 euro della tessera ingressi, che ovviamente non ho più utilizzato. L’ultima cosa che avevo voglia di fare era quella di mettere di nuovo piede in quella piscina…  

                                                       
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